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Audio tour04. Il santuario degli dei Palici

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Benvenuti! Vi raccontiamo qui la storia dei fratelli Palìci!

Non avete mai sentito parlare di loro, vero? Sono divinità poco conosciute in effetti, ma molto importanti! Sono figli di Zeus e della ninfa Tàlia e questo è il loro santuario.

Pensate, è stato edificato nel VII secolo a.C., ben 2.600 anni addietro, in prossimità di ribollenti pozze d’acqua che gettavano spruzzi, identificate poi con il Lago di Naftìa. Ed è lo storico greco Diodoro Siculo che ne parla, mica il primo che passa! 
Il fenomeno dell’acqua “ribollente” di questo lago è dovuto ad un fenomeno naturale: la presenza di anidride carbonica nel sottosuolo. Questo fenomeno è ben visibile in un video realizzato dall'Istituto Luce nel 1935, prima che l'area venisse bonificata e le acque canalizzate, eliminando per sempre un fenomeno naturale unico.

Nell'antichità, come spesso accadeva per spiegare fenomeni naturali, venne interpretato come la manifestazione di una presenza divina che voleva risalire in superficie dal sottosuolo! I laghetti furono chiamati di Naftia a partire dall’età medievale e, visibili fino a qualche decennio fa, sono scomparsi a causa delle bonifiche agricole e delle trasformazioni industriali degli ultimi sessanta anni.

Il culto dei Palìci non l’hanno inventato i Greci. I due fratelli erano già venerati dai Siculi, popolazione che stava in questa zona della Sicilia ben prima dell’arrivo dei coloni Greci! 

Il santuario è stato poi monumentalizzato due secoli dopo nel V secolo a.C., quando il condottiero Ducezio, che per poco fu “re” della Sicilia e mirava a rendere il popolo dei Siculi indipendente da quello greco, fondò lì vicino la città di Palikè e abbellì il santuario con imponenti edifici che gli archeologi hanno da pochi anni rimesso in luce. 

Purtroppo il regno di Ducezio durò poco e la sua città venne distrutta : il luogo di culto però, anche se forse in forme meno monumentali, continuò ad esistere.

Ci racconta Diodoro Siculo che, durante l’impero Romano, per un arco di tempo di circa tre secoli dal II secolo a.C. sino all’età Augustea, circa 2000 anni or sono, presso il santuario trovavano rifugio gli schiavi che fuggivano dai loro padroni e che non potevano recuperarli se non giuravano solennemente di trattarli con umanità. Ne sono testimonianza le numerose offerte ceramiche che sono state ritrovate, in particolare piatti.

300 anni dopo, nell’area del santuario si insediò una fattoria e cessò quindi la sua attività sacra.

Venite con noi a scoprire quali sono le fasi di questo santuario!

 

 

La voce narrante di questa collezione è di Arianna Moschella

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